10-S. Giacomo di Fraele

Al passo di Fraele sorgeva un nucleo di case con una piccola chiesa intitolata a S. Giacomo documentata nel 1287. L’invaso costrinse alla demolizione dell’intero gruppo di edifici, uno dei quali, costruito all’inizio del ‘900, aveva funzioni di cantoniera e caserma della finanza. La località fu teatro di un importante fatto d’armi durante le guerre del XVII secolo: gli eserciti del duca di Rohan sorpresero le truppe imperiali del generale Fernamont uccidendo più di 2000 uomini. Poco prima del passo, verso Cancano, sorgeva un forno fusorio costruito nel 1548 che sostituì il forno medievale di Cazzabella. La vena ferrosa proveniva dalle miniere ubicate oltre 2500 metri, sul monte Vecchio e sul monte Pedenoletto. Dal passo la strada continuava verso la val Monastero e viene chiamata in un documento del 1334 “via dell’alpe Maggiore”, ossia dell’alpe Mora, essendo quest’ultimo toponimo una contrazione del latino “maior”. Il passo di S. Giacomo segna il confine tra il bacino dell’Adda-Po e quello dell’Inn-Danubio.
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